venerdì 23 settembre 2016

INTERVISTIAMO OGGI ALFREDO BENEDETTI, UNO DEI CAPISALDI DELLA BATATINHA TEAM ROMA


Redazione - Ciao Alfredo da quanto tempo pratichi il BJJ?
Alfredo - Pratico esclusivamente il Bjj da circa 4 anni, sono una cintura blu 2° , orgoglioso di averla ottenuta con parecchi sacrifici e delusioni sul tatami.
Redazione - Come hai conosciuto questa disciplina?
Alfredo -  Diciamo che ho conosciuto  il Jiu Jitsu Brasiliano grazie  al Ju Jitsu Tradizionale  che ho praticato fino alla cinture Verde. Sono passato da “ude hishigi juji gatame” all’”arm bar”. Mi sono incominciato ad appassionare a questa disciplina quasi da subito, ero abituato prima nel Ju Jitsu tradizionale a lottare a terra con un regolamento molto limitativo, poi col Bjj ho scoperto un altro mondo, diverso ingaggio, diverse regole di gioco e soprattutto didattica e preparazione fisica completamente diverse. Il BJJ è quanto di più unico possa esistere, arte marziale, difesa personale, agonismo. Una disciplina oggettiva che lascia poco spazio alle chiacchere e tanto alla pratica, molta meritocrazia e poco commercio.
Redazione - Sei stato ultimamente fermo 3 mesi, adesso che hai ripreso ad allenarti come ti senti?
Alfredo - Per problemi familiari ho dovuto staccare per qualche mese con gli allenamenti, la mancanza del tatami si è fatta sentire parecchio , la necessità di  tornare il prima possibile è stata molto forte , mi sono rimesso in gioco appena ho potuto. Il BJJ è la mia dipendenza,  ovviamente riprendere è stata dura, ma l’importante è che ho ripreso. In ogni allenamento si raggiunge il limite, che va afferrato e superato grazie anche alla complicità dei miei compagni.
Redazione - Hai mai gareggiato in una competizione ufficiale?
Alfredo - la componente agonistica nel BJJ è fondamentale , ho gareggiato in competizioni nel Ne Waza con il circuito WJJF, poi passato al BJJ ho gareggiato in circuito FIGMMA e UIJJ, ho partecipato al Roma Open alcuni anni fa, li  ho capito che essere agonista non è un passatempo ma una missione. E’ un impegno con se stessi, oltre che con l’accademia, per essere un atleta forte e competitivo devi allenarti e ancora allenarti, 2/3 volte alla settimana vanno bene per il riscaldamento... Con lo studio, il lavoro, la famiglia, risulta complicato prepararsi al meglio. La parte agonistica ad alti livelli nel BJJ penso sia esclusiva dei professionisti, a chi insomma vive di BJJ.
Redazione - Consiglieresti il BJJ alle persone che vorrebbero apprendere una disciplina come auto difesa?
Alfredo – Col tempo ho capito che puoi imparare 100/200 tecniche, puoi metabolizzare svariati schemi tecnici e strategici , ma se il corpo non è efficiente , ci fai ben poco. Il BJJ innanzi tutto ti porta ad essere lucido sotto stress, alza il livello di attenzione e di percezione del pericolo. Durante lo sparring, capisci bene che, un movimento sbagliato, una distrazione o una superficialità ti può costare un Arm Bar, una Choke, un Leg Lock, insomma devi “battere” . In strada l’attenzione deve essere la stessa, direi che col BJJ ti alleni a “Prevenire” ., poi la “repressione “ è una questione di fortuna…, ci sono tante variabili durante un’aggressione. Ritornando alla domanda, si consiglierei il BJJ , ma prima ancora che per la difesa, lo raccomanderei per la salute.