C'è un vecchio detto giapponese che recita “Ichinen iwa
omo toosu” che tradotto in italiano significa “La forza di volontà
attraversa anche le rocce”.
Mi chiamo Giuliano, ho 41 anni e per diversi anni sono stato
un Judoka agonista. Ma partiamo dal principio.
Come tutti i ragazzini
romani, il calcio era il mio sport preferito. All'età di 6 anni volevo
andare a giocare a calcio nella scuola del mio quartiere come tutti i miei
compagni di scuola, mio padre non era del mio stesso parere, anni dopo mi
confidò che non sopportava il presidente della scuola calcio per motivi
condominiali. Quindi con una scusa banale mi iscrisse ad un corso di nuoto.
“Fai nuoto che ti si allargano le spalle!”,
non ricordo nemmeno quante volte me lo sono sentito dire e non solo da
mio padre.
Feci così un anno intero prendendo dei brevetti e al termine
della stagione mi feci nuovamente sotto con la scuola calcio. Fu tutto inutile,
perché questa volta dovevo irrobustire il mio corpo altrimenti alla scuola
calcio non mi avrebbero fatto giocare (se ci ripenso mi viene da ridere).
Quella volta mi portarono in una palestra dove insegnavano il
Judo, disciplina che non conoscevo perché ai miei tempi c'era solo Bruce Lee
alla Tv con il suo Jeet Kune Do. Iniziò così, inaspettatamente, il mio amore
per questa arte marziale. Il mio Idolo era Ezio Gamba, oggi tecnico della
nazionale di Judo russa.
La cosa più sorprendente fu mio padre, che prima mi fece
intraprendere questo sport e poi non venne mai a vedere un solo allenamento,
nemmeno le competizioni agonistiche più importanti. Anzi quando ebbi la
possibilità di entrare in un gruppo sportivo militare mi convinse a desistere.
Comunque, una volta conquistata la cintura nera iniziai ad
apprezzare e praticare altre discipline coma la Shoot Box ed il Sanda.
Poi arrivò un impiego nuovo e dall'officina meccanica dove
lavoravo come meccanico mi ritrovai su una scrivania davanti al Pc. Era
iniziato il mio degrado fisico! La palestra dove mi allenavo era troppo lontana
dal mio ufficio. Per un periodo andavo in mountainbike con una squadra vicina alla
sede del posto di lavoro. Mi sono divertito ma non era quello il mio vero
habitat. L'allenamento mi aveva dato fiato da vendere ma la mia muscolatura da
judoka era ormai un ricordo lontano.
Dopo sei anni iniziai a lavorare da casa e trovai una
palestra abbastanza nota dove si praticava il Brazillian Jiu Jitsu. Per un anno
intero mi trovai benissimo. Il Bjj a differenza del Judo è molto più completo
su moltissimi aspetti. Nel Judo studiavamo le tecniche a terra
(immobilizzazioni, leve strangolamenti) ma agonisticamente le vittorie le
ottenevo su proiezione (il famoso Ippon, il punto definitivo) quindi una volta atterrato
con le spalle l'avversario l'incontro finiva e non avevo modo di mettere in
pratica le tecniche a terra.
Nel Brazillian Jiu Jitsu non è così che vanno le cose!
L'atterramento è solo una delle tante fasi del combattimento e non è detto che
porti poi alla vittoria. Schienato l'avversario bisogna domarlo da terra
sottomettendolo e portandolo alla resa con leve e strangolamenti. Ogni
ribaltamento, un'uscita di guardia equivale a dei punti. Provate ad immaginare
quante volte ho proiettato l'avversario a terra
per ritrovarmi poi chiuso con la testa in una ghigliottina!
Quando ormai avevo ripreso la mia forma atletica, fatto nuove
amicizie e partecipato ad un campionato italiano di Grappling, ecco che arriva
un altro stop. Il lavoro mi porta a viaggiare con frequenza per l'Italia,
inoltre arriva anche il trasferimento vicino Anzio dove non conoscevo nessuno.
Per ben cinque anni sono stato totalmente soggiogato dalla vita sedentaria
portando il mio peso da 75 chilogrammi ai 90.
Non mi riconoscevo più, mi sentivo goffo, gonfio sull'addome
ed in faccia, senza fiato e con i muscoli molli. Provai a perdere peso giocando
a calcio a 5 con la squadra locale, ma due allenamenti a settimana passati in
gran parte a fare schemi tecnici equivalgono allo zero assoluto. Il brutto di
questi sport è che ti illudono, ti fanno credere che puoi tornare in forma ma
la realtà è ben diversa. Per fortuna mio fratello venne a trovarmi e mi riportò i miei Kimono.
Mi disse “Vedi che devi farci altrimenti buttali”. Pensai subito che era
arrivata l'ora di ricominciare, non potevo andare avanti così, tra le prese per
il culo di chi mi vedeva ingrassato e gli abiti che non mi entravano più.
Riuscii a trovare in poco tempo l'accademia Batatinha a
Nettuno e andai a vedere un allenamento intero conoscendo al termine il Maestro
Ferrante. Quando gli raccontai il mio passato e presente mi disse: “Che ci
faceva uno come te col calcetto?”. Era vero, mi diverte giocare a pallone ma la
mia mente e la mia forza di volontà sono state sempre forgiate sul tatami.
Ripresi così ad allenarmi da metà marzo e non vi nego che i primi due mesi sono
stati massacranti. Mi sono allenato subito tre volte a settimana per un'ora e
mezza a lezione. La sera tornavo a casa distrutto, tanto che i miei cani mi
guardavano come per dire “Ti portiamo noi su per le scale?”.
Il terzo mese ho iniziato a rimettere dei vestiti che non mi
entravano più, al tempo stesso ero più
tonico e senza sacrifici avevo ripreso a mangiare in maniera corretta, perché
quando focalizzi nella tua mente un traguardo e lo cerchi fortemente, tutto
diventa più naturale e quelli che sembravano dei sacrifici disumani diventano
la normalità quotidiana. Dopo quattro mesi salgo sulla bilancia e i chili di
grasso spariti erano ben dieci! Se qualcuno mi avesse detto che avrei ripreso
una forma fisica decente in così poco tempo gli avrei riso in faccia. Adesso
capita anche di allenarmi quattro volte a settimana. La sensazione che provo è
la stessa di un bambino che viene accompagnato al parco giochi.
La mia forza di volontà e la passione per questo sport mi
hanno permesso di attraversare anche le rocce, proprio come nel detto
giapponese. Quindi se pensate di essere troppo vecchi per iniziare a praticare
il BJJ, se pensate di non riuscire ad ottenere una forma fisica corretta, se
volete imparare a difendervi non solo in palestra ma anche per strada, provate
almeno una volta a salire sul tatami e vedrete che sarà come rinascere una
seconda volta.